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Dipendenza, abitudine, ossessioni, w - - - - -

    Martin Ginrai
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#41 Inviato 31 May 2018 - 14:49 PM

E dopo Ni no Kuni parte prima, avevi dei dubbi che il secondo fosse una cazzata?

Ma poi... non è che sia per forza una cazzata, è solo che negli anni l'utenza si è fatta più esigente sulle cose di poco conto, e meno esigente sulle cose che un tempo avevano valore.

Non è tanto uno "spostamento" degli interessi dovuto all'esaurimento del piacere nei confronti di un modo d'intendere, ma piutosto un cambio di vita che ha condotto a una diversa percezione delle sensazioni e delle emozioni.

 

Il problema di fondo è che io, Testa, Tio molto probabilmente, abbiamo una certa età, e un certo atteggiamento "conoscitivo" verso il vecchio gaming. Non è che "conosciamo" la storia, e basta, ma ci siamo cresciuti; per cui, in virtù proprio dell'apprendimento e dall'esperienza che abbiamo vissuto, abbiamo tutti delle idee diverse in mente, ma siamo consapevoli dell'importanza di non lasciare troppo il passato al "passato"

 

Cioè, l'evoluzione dei generi è importante, ed è giusto sperimentarla, e pure seguirla se pensiamo sia il nostro caso, tuttavia anche nel fare questo non ci consideriamo in grado di capire "solo" il mondo odierno con le sue regole, ma anche quello più vecchio di ieri, con le sue regole.

 

Il nostro approccio in qualche modo può essere produttivo e ricercato perchè siamo cresciuti con valori precisi dati dalle nostre epoche.

Ora... lasciamo stare che cito spesso gli adventure, avendo la scatola di Deponia davanti al naso mi viene spontaneo citarlo, tuttavia è sicuro che i videogame delle vecchie generazioni fossero molto diversi da oggi, con presupposti diversi, nature diverse, un motivo per cui venivano fatti diverso.

 

La domanda è se questi titoli ancora oggi possano coinvolgere allo stesso modo.

Cioè attualmente gioco Ecco 2 che... se non auguravo il primo posso solo dire che preferivo imbattermi in un sharknado col secondo, la trama non sta in piedi, il gioco è frustrante ecc... ma... Titoli di quegli anni possono ancora coinvolgere come facevano un tempo?

 

Non penso che per "ripulire" la mente dell'utente medio basti presentargli un gioco del genere, su cui non ha alcun iteresse a muoverlo, servirebbe quindi rendere l'esperienza di gioco più moderna, più completa, sposandola con situazioni più adatte alla sua lingua.

 

Non si tratta di pubblicare o non pubblicare qualcosa, penso piuttosto che le persone vadano "educate" verso traguardi diversi dal semplice "fare un gioco" educarle a pensare più in grande a spingerle nella ricerca di idee valide.

 

Indubbiamente è un problema, perchè il mondo di oggi non ti facilita affatto le cose, eppure io credo che in questa condizione sia probabilmente una ricerca delle origini, un ritorno a quelle origini è quello che può aiutare le nuove generazioni.

 

Abbiamo tanta merda, ma non perchè "la merda piace" o "perchè non c'è tempo" semplicemente perchè ci hanno educato a considerare quella come la "precedenza" discostando gli interessi da valori più reali, che anche i videogame a loro modo possono contribuire a sviluppare.

 

Punto il mio interesse verso il passato perchè anche oggi vedo che le cose funzionano allo stesso modo, un successo, grande o piccolo che sia, non si basa sul "copiare" l'altro, ma sul perfezionare qualcosa che c'è a tal punto da farla diventare un elemento nuovo.

 

E per fare questo servono costanti attenzioni nei confronti della propria creatura, rispetto per lei quanto per l'utenza che andrà ad usurfruirne un giorno.

Nel momento in cui immagino un futuro fruitore, io so già che gli starò indirettamente causando un danno, per cui non posso far finta di niente e usarlo come una cavia di qualcosa. Devo rispettarlo ed essere interessato alla sua evoluzione, che, potrebbe partire anche solo dal piacere di aver giocato la mia "opera"


Modificato da Martin Ginrai, 31 May 2018 - 18:10 PM.

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<<Crede che riuscirà a rispettare un marito che, forse, ha preso la più grossa cantonata scientifica di tutti i tempi?>>

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L'arte é la costruzione del tempio, dove lo Spirito, in virtù del simbolo, del rituale e della geometria sacra, può dimorare costantemente[...]

 

Vitriol

 

 

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#42 Inviato 04 June 2018 - 16:53 PM

A parte il discorso fumoso tra tabaccai malefici, bottegai mannari e farmacisti assassini. Ci vorrebbe proprio un sito-server-app. Per poterci caricare i giochi fatti con rpg maker.Una specie di indiexpo ma solo per rpg maker ma multipiattaforma.

 

Coff coff (ci sono i filtri di ricerca, dove puoi selezionare tool e piattaforma)



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#43 Inviato 04 June 2018 - 18:40 PM

 
Coff coff (ci sono i filtri di ricerca, dove puoi selezionare tool e piattaforma)

Non mi hai capito.
Io intendevo un server dove ad esempio testament caricava pocket quest e questo ne permetteva il funzionamento su:
Pc
Cellulare
Psp
Nintento switch
Play station
Xbox
E chi più ne ha più ne metta!
Questo intendevo.

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#44 Inviato 05 June 2018 - 01:50 AM

E una fettina di culo?
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#45 Inviato 05 June 2018 - 05:51 AM

E una fettina di culo?

Anche!
Oh siamo andati nello spazio e non si possono fare ste due cose! XD

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#46 Inviato 05 June 2018 - 10:41 AM

Non mi hai capito.
Io intendevo un server dove ad esempio testament caricava pocket quest e questo ne permetteva il funzionamento su:
Pc
Cellulare
Psp
Nintento switch
Play station
Xbox
E chi più ne ha più ne metta!
Questo intendevo.

 

Ah, tu stai parlando di una sorta di "porting automatico".

Penso sia irrealizzabile, dato che ogni piattaforma ha un linguaggio diverso e spesso non è possibile fare una conversione "automatica".

Pensa che anche iphone e android, per quanto simili esternamente, hanno due linguaggi totalmente diversi. E se vuoi fare un'applicazione che giri da entrambe le parti, devi scriverla in due maniere differenti.

 

Poi ci sono degli engine (come Unity, ad esempio), che aiutano nel porting multipiattaforma. Motivo che ne ha decretato anche il suo successo.

 

Quindi più che un portale che converta tutto (un pò utopistico), bisogna puntare ad engine che esportino su tutto. (più o meno)



    Testament
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#47 Inviato 05 June 2018 - 13:40 PM

Comunque, tanto per farvelo notare, siete OFF TOPIC a bestia.

 

Quindi cessate ulteriori post se non sono di riflessione sui temi proposti.


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    Sin
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#48 Inviato 05 June 2018 - 15:12 PM

Santoddio.
Si dice di Martin, ma a leggere i tuoi post Guardian mi è venuto il mal di testa. Degno di Smaug.
Fra esempi strani, metafore criptiche e okapie... Se devi parlare di soldi parla di soldi, non di meloni.
Ancora non ho visto un intervento uno sulle sindromi neurodegenerative.

Non si tratta di fare temple run o 500 shades of jump, a che ho capito.
Si tratta di dire che il cellulare è lesivo per il cervello perché accentra con le sue app una moltitudine di attività diverse associandole però agli stessi gesti manuali.
Col giroscopio ci controlli quanto è in piano un tavolo, col giroscopio guidi una macchina.
Con la fotocamera inquadri un soggetto, con la fotocamera giochi in realtà aumentata.
Con uno swap chiudi la sveglia, con uno swap salti.

E i giochi, che sono fra le app più utilizzate su cell e in molti casi studiate a tavolino per tenertici il più a lungo possibile, sono uno strumento pericoloso in tal senso perché un cellulare giocoforza ce l'abbiamo sempre dietro e lo usiamo ovunque a differenza di un pc o di una console.

Quindi non è questione di fare 15 candy crush per il fine ultimo di finanziarsi Ico 4, se poi pure quello va su cellulare. O anche se non ci va, hai comunque contribuito con 15 giochi all'altro lato della medaglia.

Oggi l'industria funziona così? Si sa, purtroppo, bella merda.

Si sa anche che il fumo uccide, eppure fumano in tanti. Ma i tabaccai devono pur campare e lo stato pure.
Farei il tabaccaio allora? Tanto se non lo faccio io lo farà qualcun altro?

Si delega la patata bollente al consumatore finale. Io ti vendo questa roba, fa male alla salute. Non abusarne eh. E con questo ci si lava le mani.

Ritornando a noi, quale può essere una soluzione per non contribuire alla cosa?
Evitare di sviluppare su mobile? Perché tanto qualsiasi gioco tu faccia lo stai facendo su un dispositivo che serve ad altre mille cose e in virtù di questo lede il cervello.
Sviluppare solo su pc e console?
Sviluppare un gioco non studiato per dare dipendenza, come ha fatto Tio dato che 500 sfumature di salto ha una fine e non ti tempesta di notifiche ogni ora per farti tornare a giocare?

Rinunciare alla fetta di mercato del mobile, per un'azienda oggi può essere un suicidio commerciale, pure il non creare giochi-droga, perché di quello vive chi vuole fare soldi, tramite giochi che ti tengono lì e per logoramento ti fanno fare microtransazioni o almeno la pubblicità te la fanni vedere.

Però, "così fan tutti".
Uno può fare spallucce e far parte del problema o pensare a una soluzione.

Discuss.

 

Ho letto i primi post, ho sofferto molto (roba che andrebbe studiato se pure leggervi causa sindromi neurodegenerative), e dopo ore spese a perdere la vista leggo questa perla di Testament.

 

Se qualcun altro, come me, si stava chiedendo "Di che si parla quaggiù? Uhm... DIOMIO, I MIEI OCCHI! SONO CIECO!", si faccia un favore e inizi da questo post di Test, che ha il dono di avere una testa (non pun intended) e anche quello della sintesi.

 

Giusto per tornare in topic, ché l'argomento scotta e interessa.

 

EDIT: Già che ci sono amplio un pochino il tutto con le mie due lire:

A me il discorso tocca relativamente da lontano, non gioco da anni, un po' per perdita d'interesse, un po' per perdita di pazienza e un altro bel po' per mancanza di tempo.

L'ultima console che ho avuto è stata la PS2, ma, come tutti, ho uno smartphone, e per colpa di questo ho assistito basito all'arrivo di questi giochini insulsi tutti simili. Sinceramente non capisco come possano avere il successo che hanno, come possano creare dipendenza, ma tant'è.

Però lo stesso discorso mi tocca anche da vicino perché è facile farne un parallelo con ciò che mi interessa più dei giochi, cioè i libri. Da "maker" di parole, riscontro che la stessa filosofia che sta alle spalle di tutti 'sti giochi menomanti la si trova nell'editoria. L'equivalente, che tra l'altro è stato usato come gioco di parole per ribattezzare affettuosamente (spero!) il gioco di Tio, è proprio 50 Sfumature di Grey e la pila immonda di romanzi erotici che gli sono seguiti, ma anche, secondo me, le innumerevoli trilogie e serie infinite di copycat di Hunger Games o chi per essi che si riversano ogni giorno nelle librerie elettroniche e non.

Come nei giochi F2P, spesso il primo tomo è gratuito o quasi, e serve da gancio per farti comprare i seguiti, e spesso -- guarda caso -- non vale una beneamata m*****a, se non fosse che l'idea base è più o meno interessante e finisce proprio sul più bello, roba che va contro a qualsiasi teoria e tecnica di costruzione di una storia, perché spesso il primo volume non ce l'ha proprio una fine, finisce tronco nel bel mezzo del secondo atto. Cose da pazzi.

 

È la stessa merda, e per colpa dello stesso fenomeno per cui ormai la gente sa solo fare complimenti, questi libri hanno sempre delle recensioni stellari e chiunque provi a dire "Ecco, veramente io..." viene tacciato di hater.

Queste similitudini tra l'altro sono curiose, perché chi gioca a Candy Crush e compagnia (perdonatemi se divento un attimo classista) probabilmente non legge per divertimento, anzi probabilmente non legge affatto.

Si tratta di target diversi che comunque vengono spolpati allo stesso modo. Forse in comune hanno giusto la "tenera" età.

 

In definitiva questo è, sempre a mio avviso, un problema molto più diffuso, e non limitato solo a videogiochi o libri, e la cosa mi spaventa non poco, perché la attribuisco a una perdita (o comunque a un sensibile calo) di capacità mentali del pubblico, un calo apparentemente inarrestabile.

 

E noi possiamo parlare di possibili migliore e di come frenare questa tendenza, ma io, per finire con una metafora alla Guardian, vedo il bicchiere mezzo vuoto. Anzi, vedo il mondo troppo pieno.


Modificato da Sin, 06 June 2018 - 10:07 AM.

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#49 Inviato 09 June 2018 - 18:54 PM

Beh Sin...

Sei un pò fuori strada, ti spiego il motivo.

 

Io però non ho il dono della sintesi, per cui sei avvisato. Fatto sta che quel che Testament aveva scritto in quel post era incompleto, ed è stato ampliato in seguito, penso che tu lo sappia, ma lo sottolineo ugualmente per correttezza.

Anche perchè Testament ha risposto al mio Topic, nel senso che quel che lui ha sintetizzato è quel che io ho scritto, è stato uno dei pochi ad aver cercato di tenere la cosa all'interno dei suoi binari.

 

Comunque...

Non è un problema legato ai libri.

Come dire...?

 

Se sei mai stato in chiesa? (Domanda del cavolo, ok) in chiesa comunque ci sono gli altari votivi, un'immaginetta della madonna o di qualche santo e ognuno ci appende una candelina.

In genere nelle chiese, luoghi in cui si è letteralmente circondati di icone e simboli vari sono le candele a illuminare le cose.

 

Oggi, certo, ci sono molte più lampadine, ed è normale, come per tutto questo discorso è una questione de "la tecnologia che avanza"

Ma per secoli, non anni, quegli stessi simboli, quelle icone erano state illuminate con le fiamme delle candele, non cn l'energia elettrica.

 

A una persona distratta può sembrare che non ci sia differenza, e che una luce che illumina è solo una luce che illumina, ma la realtà è che il nostro cervello si è evoluto in quei secoli a "percepire" quelle scritte, quelle immagini e quei simboli attraverso la luce di candele e torce, non di lampadine elettriche.

 

Il risultato di ciò è che l'immagine illuminata da una candela, ancora oggi, si imprime quattro volte di più nella corteccia rispetto a quella illuminata da una lampadina.

 

Tradotto significa che si "impara" quattro volte di più, che i "concetti" scritti, o rappresentati si imprimono quattro volte più rapidamente a a fondo rispetto all'uso di un'illuminazione tradizionale.

Inutile dirlo, ovviamente anche la luce diurna, solare, ha lo stesso effetto di una candela.

 

Leggere è importante, ma, anche e soprattutto è importante farlo fin da piccoli per sviluppare il cervello con abiltà atte a pensare.

 

La questione è questa:

Il cervello segue una certa curva di apprendimento, molto rapida da giovani e sempre meno veloce con l'avanzare dell'età.

Perchè?...

Perchè un cucciolo è più soggetto alla morte rispetto a un adulto, di conseguenza deve imparare più velocemente di un adulto sul come sopravvivere.

L'adulto ha invece un cervello già ricco di informazioni, per cui può utilizzare le energie in eccesso per svolgere altri compiti, limitando l'apprendimento, che... comunque è sempre costante, noi anche da vecchi e sul letto di morte non smetteremo mai di imparare.

 

Il cervello esiste per questo, per raccogliere informazioni, e le elabora... per esclusione.

Il percorso più breve è il più adatto sempre, la natura non fa sprechi ed opera in modo ecologico, per questo gli impulsi neurali seguono le linee di minor resistenza, perchè, se esistono è perchè si è verificato qualcosa nell'ambiente circostante che ne ha permesso la formazione, e quindi seguirle protegge te da eventuali "sorprese" in negativo nel corso della tua giornata, sono "programmi" a cui già sei predisposto.

 

Poi, parte di queste informazioni diventano "pacchetti" che fungono da veri e propri "switch" per il tuo dna, bloccano e sbloccano funzioni, come malattie o capacità latenti, e quando procrei questi dna modificati riscrivono dei nuovi filamenti che tengono conto di tali modifiche, e che i tuoi figli attraverso la propria esperienza di apprendimento modificheranno a loro volta.

 

In questo modo si evolve, ma... quel che a noi interessa non è tanto il fatto di imparare, dal momento che non possiamo "non" farlo, quanto il "come" lo facciamo.

 

L'esempio che ho riportato dell'illuminazione tramite una candela e tramite una lampadina serve a indicare come, che noi lo si voglia o meno, non esiste un modo per "accelerare" un processo di apprendimento, la natura ha i suoi ritmi, e se per secoli si è adattata a vedere le cose illuminate in un certo modo, serviranno ancora secoli per ottenere gli stessi risultati tramite un'illuminazione elettrica.

 

Il problema è che il cervello opera tramite non ricordo quante centinaia di miliardi di cellule neurali, ognuna collegata ad altre da migliaia e migliaia di filamenti, questo rende, di fatto, ogni informazione una risorsa, perchè ogni informazione è legata ad ogni processo, ad ogni altra in noi contenuta.

 

Ad esempio, la demenza senile in età avanzata si manifesta sempre e comunque, ma se la demenza ti arriva a centotrentanni e tu ne campi centodieci, è ovvio che si penserà che tu non avevi problemi.

E' solo un'asticella che si sposta, e la distanza di questa asticella viene programmata da quel che hai fatto e appreso prima.

 

I farmaci per diminuire l'incidenza della demenza possono farti guadagnare qualche mese, ma gli studi scientifici hanno dimostrato che parlare due lingue fin dall'infanzia "sposta" l'asticella di ben cinque anni in avanti.

Quindi due cose totalmente slegate fra di loro, si influenzano a vicenda. E questo lo poi moltiplicare pr ogni singola informazione che possiedi, tutto quel che sai influenza tutto quel che sai, e che puoi fare.

 

Un neurone modifica il proprio aspetto una volta al giorno, cioè... al giorno un filamento neurale si può modificare in più punti, ma solo "una" volta al giorno, e questo muta di conseguenza anche il neurone stesso e il modo in cui trasmette le informazioni.

Ma tu non hai "un" neurone, ne hai un cento miliardi.

Per cui tu ogni giorno senza saperlo cambi cento miliardi di volte, non una... prova a immaginare la portata di un simile cambiamento sulle attitudini di un essere umano.

 

Tu parli di lettura, ora... questa è una cosa che non è detto che tu abbia sviluppato da giovane, ma che tu l'abbia sviluppata in seguito, come nel mio caso, io ho iniziato ad apassionarmi alla lettura solo alle superiori.

Imparare "adesso" da adulti, non ti è utile ad arginare un problema di demenza, ti è utile però se lo fai da bambino, se da sempre lo fai.

 

In pratica, questa cosa non riguarda tanto "noi" o meglio... ci riguarda, senz'altro, ma quel che in noi è stato scritto nell'infanzia è stato scritto ormai; i tuoi modi di fare i tuoi atteggiamenti il modo in cui parli, ti muovi, respiri, e pensi, è stato già deciso, per ciò che riguarda te, e cambiarlo adesso non è "impossibile" ma prevederebbe un lungo lavoro su te stesso che quasi nessuno è disposto a fare, anche perchè, ce se ne sarà accorti, di quanto poco questi argomenti vengano affrontati al nostro "livello".

 

Ma in sé, leggere anche solo "oggi" e anche solo la saga di Twilight, per dire, non contribuisce ad "avvicinare" eventuali patologie degenerative, questo è chiaro.

Questo sia che tu lo faccia dalla carta, sia che lo faccia da un Ebook, nei quali casi cambierebbe solo l'incidenza, il "peso" delle informazioni ricevute.

 

Tuttavia, nel caso di testi "dinamici" cioè testi ricchi di link a cui accedere per approfondire le informazioni mettendole a portata di un click, l'apprendimento ne risulta compromesso, ed incide dello spostare sempre piùvicina quell'asticella di cui sopra.

 

E qui sta il problema... perchè a ben vedere Internet non è forse un immenso testo dinamico con cui puoi interagire?

 

Se tu di tuo già conosci delle cose, puoi utilizzare internet o i motori di ricerca, e questo in qualche modo ti diventa utile, velocizza il tempo che impiegheresti a raccogliere risorse, atenzione... il "tempo per raccogliere risorse" non "il tuo apprendimento"

E questo solo se però già possiedi quelle informazioni.

Purtroppo si è già studiato e visto come il cervello sia restìo a mantenere le informazioni raccolte dalla rete, e ad attribuire loro delle scale di valori di importanza rispetto alle informazioni raccolte attraverso le esperienze dirette.

 

Se ai miei tempi dovevi fare una ricerca dovei saltare di libro in libro, raccogliere frasi e capitoletti di informazioni, o immagini per creare una relazione coerente, scritta a mano e a suon di "pritt"

Tutto questo non solo era "esperienza diretta" (manipolazione delle cose) ma anche era caratterizzabile da un interesse reale, a te "serve" quell'informazione e spendi risorse, energie, tempo per trovarla e inseririla nella relazione.

 

Con Internet questo "interesse" scema, l'interesse che proviamo nell'approfondire un argomento è nè pù nè meno che quello di qualunque altro, perchè ciò che si sacrifica allo scopo del raggiungimento di quell'informazione è sempre lo stesso "gesto"

E questa è tutta l'esperienza che permette di fare, un'informazione che di suo, una volta imparata non porta a nient'altro.

 

In sé è chiaramente un problema più ampio della tecnologia, dei tablet dei computer dei telefonini delle tv o dei giochi elettronici, ma lo è perchè è un problema legato all'apprendimento.

Noi, o per lo meno, molti di noi sono "tutelati" parzialmente da come sono cresciuti, da quel che hanno imparato nei primi anni di vita, in cui il progresso tecnologico comunque per quanto elevato non aveva ancora influenzato la massa così come oggi accade.

E questo ci rende tutelati nel senso che per noi la demenza arriva "dopo" cioè... in base al nostro apprendimento possiamo basarci su un piedistallo più alto da cui guardare la situazione.

Al contrario l'apprendimento delle nuove generazioni è ben più debole, se da un lato anche la medicina fa passi da gigante nell'allungarti la vita, è il sistema di apprendimento utilizzato oggi che potenzialmente favorisce quegli anni extra mettendoti a rischio di patologie degenerative.

 

I media sono uno specchietto dei tempi in cui viviamo, i programmi e i contenuti sono il riflesso di quello che va per la maggiore, io... e credo che molti la pensino come me, non ricordo in vita mia un bombardamento così assurdo e incessante di "gossip"

Ai miei tempi il massimo del Gossip era Novella 2000 e già nominarla era quasi un tabù, sembrava sortire l'effetto di dire "le ore mese" era uguale.

 

Quindi si, anche questa tendenza generale è di certo collegata al modo in cui le generazioni fra la nostra e l'ultima vigente hanno appreso e vissuto, su questo non c'è dubbio, ma... il problema è che anche continuare a puntare sul gossip, perchè come rete televisiva devo trasmettere quello che la gentevuole vedere, contribuisce al rendere più stupide le persone.

 

In realtà è un meccanismo da cui non si sfugge, ma... appunto in quanto maker mi chiedevo allora cosa fossimo noi in potere di fare per limitare il danno da noi inflitto, perchè, che noi si faccia il gioco o si spinga alla ludica, faremmo del male, e che noi non si faccia nula faremmo del male comunque.

Quindi come fare per "fare del male" ma gettando delle basi "pop-culturali" che in futuro possano aiutare a riequilibrare questa situazione?

 

E' vero che gli adventure non piacciono a tutti, ma... questo è sintomatico di questa situazione. Ai tempi dell'uscita di Monkey Island (anche prima, in verità) gli adventure erano la punta massima di grafica, idee, programmazione, innovazione a cui un videogame casalingo potesse puntare.

Se oggi è il Candy Crush è dovuto non al fatto che essi siano superati, ma che la situazione ntorno è degenerata.

E... se il problema fosse solo legato al gusto di un genere videoludico, o editoriale, rispetto a un altro, non sarebbe un vero problema.

Ma la scienza ci dice che il rischio è ben maggiore, o meglio... non è un rischio, è un dato fattuale, è reale, solo che non ci ha ancora colpiti come ha fatto in altre parti del pianeta.

 

Non voglio dire di fare degli adventure, ma se il problema è "l'esperienza" per quanto sia limitata rispetto alla realtà quella offerta da uno schemo, come fare per poterla arricchire e rendere meno lesiva?

Non mi importa se il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno, voglio dire "noi" nella nostra posizione cosa possiamo fare concretamente?


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